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GESAAF Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali
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Palma e valorizzazione datteri

Progetto Palma  DIAF-MAE 2006
 
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Il “Progetto integrato di fattibilità per il sostegno della produzione della palma da dattero e della valorizzazione dei prodotti” rappresenta una prima iniziativa proposta dal Dipartimento di Ingegneria Agraria e Forestale dell’università di Firenze in un settore strategico dell’economia agricola della Provincia del Dhi Qar, rivolto agli operatori del settore: Local Authorities, aziende e tecnici agricoli. Esso prevede una fase di ricognizione in loco per valutare le condizioni di produzione in un’area significativa proposta dall’Agricultural Department (d’intesa con il Provincial Reconstruction Development Council), preceduta da un corso di formazione per 4 agronomi iracheni a Firenze e seguita dalla sperimentazione di due moduli di meccanizzazione e di valorizzazione dei prodotti post-raccolta (trasformazione, essiccazione e conservazione). Obiettivi: miglioramento della qualità del prodotto fresco, indispensabile al fine di sperimentare con successo le diverse fasi di lavorazione post-raccolta, finalizzate a migliorare le condizioni di commercializzazione sia sul mercato interno che internazionale.

 

Responsabile del Progetto: Matteo Barbari

Segretario: Stefano Simonini
Coordinatore macchine e impianti: Francesco Garbati Pegna

Borsista Area Meccanizzazione: Chiara Scozzari
Borsista Area Impianti di trasformazione: Mario Beltrami

Durata: 1 anno con termine dei lavori 31 Dicembre 2006

Il progetto ha origini dalle attività CIMIC - Dott. agr./Magg. Pierpaolo Martini.

 


 

Rassegna Stampa:

Cooperazione: UNIFI sostiene l'agricoltura irachena  (CAMPUS, 3 Agosto 2006)

Palme e datteri per il nuovo Iraq ..... (Il Firenze, 4 Agosto 2006)

Due container di aiuti per l'Iraq (La Repubblica, 4 Agosto 2006)

Macchine agricole per Nassirya (Corriere Toscana, 4 Agosto 2006)

Tecnici fiorentini in Iraq per coltivare i datteri (La Nazione, 5 Agosto 2006) 

Progetto Università di Firenze per datteri (ANSA, 3 Ottobre 2006)

Da Agraria aiuti per l'Iraq (Notiziario n.3/2006, 3 Ottobre 2006)

Da Agraria una mano all'Iraq (Metropoli, 6 Ottobre 2006)

Un agronomo a Nassiriyah Dott. agr./Magg. Pierpaolo Martini. (Rassegna dell'Esercito, Lug-Ago 2007)

 

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Il corso di aggiornamento e le fasi successive

La formazione degli ingegneri agronomi iracheni è avvenuta in Italia nei mesi di marzo-aprile 2006, con un corso intensivo di 211 ore, di elevata specializzazione, comprensivo di stage presso aziende meccaniche ed impiantistiche del settore e di numerose visite tecniche ad imprese e ad aziende agricole. Durante le escursioni tecniche, non sono mancate le soste a luoghi di particolare interesse culturale, molto gradite dagli ospiti iracheni.
Al termine del periodo di formazione i 4 ingegneri agronomi, ormai perfettamente inseriti nelle tematiche del progetto, hanno concordato con il responsabile del progetto le attività da svolgere in Dhi Qar, immediatamente dopo il loro rientro.
In particolare i 4 tecnici sono intervenuti nella importante fase di assessment dei siti di produzione delle palme, individuando il complesso di aziende da destinare alle attività successive e partecipando alla sperimentazione dei moduli di meccanizzazione e di trasformazione dei prodotti. La buona integrazione ottenuta tra ricercatori e tecnici italiani e iracheni deve essere considerata come un elemento estremamente favorevole per il successo dell’iniziativa complessiva. Infatti la partecipazione motivata degli agronomi locali alle attività programmate in comune accordo consente di prevedere l’ampia disseminazione delle tecniche sperimentate nel corso del progetto di fattibilità, a vantaggio dello sviluppo dell’economia locale nella provincia del Dhi Qar.
Del loro soggiorno in Italia i 4 ingegneri hanno dichiarato di aver apprezzato l'arte e la finezza dell'architettura del nostro paese, in particolare quella religiosa. Sono rimasti impressionati dal livello di sviluppo delle campagne e dalla incredibile operosità dei tanti artigiani e delle aziende che hanno visitato. Non hanno molto apprezzato il cibo italiano, troppo diverso dai loro gusti e dalla loro tradizione e hanno sentito la mancanza a Firenze di un buon ristorante arabo Halal dove potessero sedersi ad un tavolo. Si sono inoltre molto stupiti che la televisione satellitare non sia molto diffusa in Italia e che gli hotel, anche 3 stelle, non permettano la consultazione dei canali internazionali.

 

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Ricerca e Sperimentazione dei macchinari

L’introduzione della meccanizzazione nella coltura della palma da dattero ha come obbiettivi la risoluzione di due problemi specifici: la difficoltà di raggiungere in altezza il prodotto da raccogliere e la mancanza di impianti di lavorazione e conservazione dei datteri dimensionati a piccole realtà aziendali.
In molti paesi dove si coltiva il dattero, ancora oggi lo si raccoglie a mano arrampicandosi sopra gli alberi. Si fa ampio ricorso alla manodopera minorile, spesso proveniente clandestinamente da paesi molto poveri come Pakistan, Bangladesh, India e Indonesia. La sicurezza sul lavoro è inesistente. Introdurre macchinari che agevolino la salita in sicurezza diventa quindi prioritario affinché lo sviluppo del potenziale economico del dattero possa sostenere la crescita dell’economia irachena nel rispetto dell’etica del lavoro. Il progetto sperimenterà l’utilizzo di un elevatore cingolato di medie dimensioni.
Nei paesi arabi il consumo di derivati del dattero è in aumento così come la richiesta i prodotti commercialmente sofisticati ed elaborati, ben presentati. Il primo passo fondamentale per soddisfare questo tipo di esigenza è partire da un prodotto qualitativamente superiore e meglio conservabile, nel caso specifico l’ottenimento di datteri più puliti, igienici e quindi più facili da lavorare. Tra gli obbiettivi del progetto c’è quello di sperimentare la possibilità di essiccare il prodotto in eccesso, non venduto fresco, direttamente in locali appositamente adibiti, sostituendo la procedura “tradizionale” che prevede il riposo su stuoie all’ombra dei palmeti alla mercè del calpestio e contaminazione animale e delle tempeste di sabbia.
Una delle esigenze più avvertite dai produttori di datteri è quindi quella di poter lavorare direttamente il proprio prodotto, in maniera da utilizzare al meglio la manodopera aziendale locale e spuntare dei prezzi di mercato superiori, vendendo derivati e non datteri secchi. Ad oggi però manca un offerta di macchinari per questo modello di impresa (es. modello Parmigiano Reggiano), alternativo ai grandi centri di conferimento e lavorazione. Con molta cautela il progetto si propone di offrire un alterativa, sperimentando dei macchinari adatti a questo tipo di trasformazione.
Il DIAF, avvalendosi della grande competenza degli artigiani produttori di macchine per la lavorazione delle olive, ha sviluppato soluzioni adatte al dattero. Una volta testate sul campo, queste soluzioni daranno informazioni riguardo l’efficienza di lavorazione. Dopodichè sarà il mercato a determinare se esse possono costituite un modello adatto alla filiera del dattero e alla realtà sociale del modo arabo e iracheno in particolare.

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Primo viaggio a Nassirya

Il prof. Barbari è partito il 4 Giugno 2006 dall'Aeroporto Militare di Pisa su un C130 per raggiungere Camp Mittica a Nassiriya. La temperatura all'arrivo era di 47 gradi.
Lo scopo della visita è stato quello di prendere contatti con i responsabili dell'esercito, in particolare il J9, del Ministero degli Affari Esteri in Iraq, incontrare nuovamente i 4 ingegneri agronomi coinvolti nel progetto e raccogliere tutto il materiale elaborato dal loro ritorno nel Dhi Qar.
Assicurati del proseguimento delle attività anche in un clima sociale alterato rispetto all’inizio del progetto e aggiornati sulle diverse procedure per realizzare diversamente gli obbiettivi di progetto, i 4 ingegneri agronomi hanno dimostrato di apprezzare le nuove soluzioni e il modo di lavorare dei loro partner italiani.
Il viaggio di ritorno è avvenuto facendo tappa ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti (UAE). Il Prof. Barbari, alla sua prima visita in quello che è considerato il gioiello del Golfo Persico, è rimasto colpito dai giochi di luci che decorano i palazzi, la pulizia e l'ordine degli arredamenti urbani e la cura dei particolari come giardini e sale dei ristoranti. Ha dichiarato che spera che Nassiriya possa un giorno aspirare a tale bellezza, ottenendo gli stessi risultati scenografici, adottando tecnologie energetiche più sostenibili e rinnovabili, magari con l'aiuto e il sostegno della ingegneria italiana.

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Arrivano i container 06/07/2006

Congratulazioni dall’Iraq

Object: congratulation
hi sir mr. stefano: Our congratulation about ITALIAN team in football

Sensarly:-MIJEED

Area Pilota

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E’ stato finalmente individuato il terreno sul quale verranno sistemati il modulo abitativo componibile, che funge da laboratorio per le macchine della lavorazione del dattero, e due container modificati nella struttura, per costituire un locale di fumigazione dei datteri e un magazzino per i prodotti lavorati.
L’area è stata individuata grazie al lavoro dei 4 ingegneri agronomi che avevano sostenuto il corso di aggiornamento in Italia. Una volta tornati a Nassiriyah, essi hanno iniziato a prendere contatti con gli agricoltori locali per accordarsi sulla fornitura di datteri all’impianto di lavorazione e per mettere a disposizione un terreno non utilizzato.
Sono stati coinvolti 30 produttori di datteri, i quali al termine della fase di raccolta forniranno al centro di trasformazione la quantità di datteri che non riusciranno a vendere come prodotto fresco. Il prodotto lavorato verrà riconsegnato agli stessi sotto forma di datteri pressati sottovuoto, pasta e succo di datteri. Si tratta di prodotti con scarsa deperibilità, facili da immagazzinare e che possono essere venduti anche in periodi successivi dell’anno.
Le macchine per l’agevolazione della raccolta dei datteri in quota (trattore, elevatore, ecc…) sono arrivate verso la fine della campagna di raccolta e probabilmente potranno essere utilizzate solo per completare la fase di raccolta e per migliorare le lavorazioni di preparazione della stagione prossima.

Presentazione progetto

 
ultimo aggiornamento: 13-Gen-2014
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