Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
GESAAF Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali
Home page > Ricerca > Laboratori > geoLAB - Laboratorio di Geomatica > Introduzione > Progetti > RIMBDES > Risultati del primo anno

Risultati del primo anno

Progetto nazionale cofinanziamento MURST anno 2000

STUDIO DELL’INFLUENZA E DEL RUOLO DI FRANGIVENTO, ALBERATURE E RIMBOSCHIMENTI NELLA LOTTA ALLA DESERTIFICAZIONE IN AMBIENTE MEDITERRANEO

RISULTATI DEL LAVORO DEL PRIMO ANNO


METODI E TECNICHE INNOVATIVE DI RIMBOSCHIMENTO IN AMBIENTI MEDITERRANEI ARIDI E SEMIARIDI

Sono stati messi a punto i dispositivi sperimentali e raccolti i materiali documentali di base nelle varie aree di studio oggetto del progetto, di seguito sinteticamente descritti.
Litorale romano - Sono stati raccolti e analizzati i documenti bibliografici, cartografici e aerofotografici atti a individuare e descrivere le aree del litorale romano interessate dalle pinete di pino domestico (Pinus pinea L.) e parte di quello pontino dal punto di vista storico, botanico-forestale, geomorfologico, geopedologico e urbanistico. In particolare sono stati acquisiti fotogrammi aerei relativi agli anni 1944, 1954, 1980, 1990 per evidenziare le modificazioni delle pinete nel tempo in termini di superficie, composizione, struttura. Si è quindi proceduto al rilievo delle caratteristiche strutturali delle pinete individuate. L’area interessata dai vari complessi pinetosi è stata riportata sulla Carta Tecnica Regionale in scala 1:25.000 e quelle di maggiore dimensione sono state suddivise in porzioni più piccole. Ciascuna porzione è stata oggetto di diversi sopralluoghi al fine di descrivere la struttura dei popolamenti in essa presenti e per indiviuare punti rappresentativi delle situazioni riscontrate dove compiere analisi di dettaglio. In tali punti (23 in tutto) sono state realizzate aree di saggio permanenti, di superficie variabile da 900 a 1200 m2 integrate da transect di struttura di 300 m2 circa. L’elaborazione dei dati dendrometrici rilevati nelle aree di saggio unitamente alle informazioni acquisite circa l’uso attuale delle pinete ha permesso di definire due tipologie di pinete: una basata sui caratteri strutturali dei popolamenti, l’altra sulle funzioni svolte nell’ambito territoriale oggetto di indagine. Tutte le informazioni raccolte ed elaborate sono state organizzate all’interno di una banca dati su supporto informatico appositamente acquisito.
Campania e Calabria - Lo studio ha interessato i rimboschimenti di pino d'Aleppo del versante tirrenico Campano (Località Massanova, in provincia di Salerno) e di pino laricio in Calabria (bacino dell'Arente, del Cino,Colognati e Coserie, in provincia di Cosenza). Per i rimboschimenti di pino d'Aleppo è stata confrontata: 1.- identica tecnica di preparazione del suolo e differenti sesti e densità di impianto: a)terreno preparato con aratura andante, eseguita a profondità di 1 metro, sesto di impianto a rettangolo 3x1.5m; b)terreno preparato con aratura andante, eseguita a profondità di 1 metro, sesto a settonce con distanze tra le piante di 2,8 m; 2.- differenti tecniche di preparazione del suolo e uguale sesto e densità di impianto: a)terreno preparato con aratura andante, eseguita a profondità di 1 metro, sesto d'impianto a rettangolo 3x1.5m; b)rippatura , eseguita a profondità di 1 metro, sesto d'impianto a rettangolo 3x1.5m. Per i rimboschimenti di pino laricio: 1.- differenti tecniche di preparazione del suolo e differenti densità: a) preparazione a gradoni, densità di 2500 piante/ha; b) preparazione a buche, densità di 2500 piante/ha; c) preparazione a gradoni e buche tra i gradoni, densità di 3250 piante/ha. Ogni area è stata caratterizzata in termini climatici e pedologici. In ciascuna tipologia individuata, sono stati condotti rilievi di dettaglio per la determinazione delle caratteristiche selvicolturali e biometriche dei popolamenti (numero di piante, diametro e altezza media, area basimetrica, volume, incremento medio annuo). I risultati finora acquisiti evidenziano ovunque esiti positivi in merito alla densità attuale dei popolamenti,alle capacità produttive, alla dinamica evolutiva e forniscono elementi per la programmazione della loro gestione ai fini dell'ottimizzazione del ruolo che i rimboschimenti svolgono sul controllo dell'erosione superficiale dei suoli e quindi nella lotta alla desertificazione.
Sicilia Meridionale - L’ambito d’interesse è caratterizzato da una sostenuta crisi ambientale che si evidenzia con problematiche legate alle variazioni climatiche, con prolungati periodi di siccità, alla presenza di suoli con marcata tendenza all’erosione, all’alta frequenza di incendi boschivi. L’analisi eseguita ha preso in considerazione cinque aree localizzate in provincia di Agrigento, nelle quali si è provveduto a: stratificazione dei rimboschimenti al fine di individuare aree dove fosse possibile confrontare i risultati dell’applicazione di diverse tecniche di rimboschimento, nonché dell’utilizzo di specie differenti; rilievi dendro-auxometrici e fisionomico-strutturali su aree di saggio individuate precedentemente sullo stato dei popolamenti (ciascun'area presenta forma rettangolare e superficie di 800 m2) La componente arborea è stata rilevata in tutta la superficie delle aree sperimentali. L’analisi svolta, sia su impianti di recente realizzazione che su rimboschimenti già esistenti, ha permesso di mettere a confronto le diverse tecniche di lavorazione e di impianto utilizzate.
Puglia – Sono state condotte analisi sui rimboschimenti dei cordoni dunosi prospicienti il Mar Jonio, da consolidare al fine di annullare gli effetti del surrenamento delle colture agricole delle zone retrostanti, interessate, come precisato, da bonifica idraulica e da appoderamento, hanno riguardato la fascia costiera interclusa fra il vecchio ed il nuovo alveo del Fiume Bradano. Si tratta di pinete mediterranee interessate da qualche tempo da rinaturalizzazione, rappresentata dalla diffusione spontanea nel loro stesso ambito di sclerofille sempreverdi. In esse é stato avviato un regime di diradamenti al fine di favorire il fenomeno indicato, riducendo fra l'altro la competizione fra gli elementi arborei, causa di diffusione di attacchi di insetti, sulla base di studi biometrici condotti in blocchi randomizzati, testando due intensità, più testimone, con due ripetizioni.
Sardegna - Si è proceduto all’individuazione di aree confacenti alle finalità del progetto nelle Foreste Demaniali Montes e Usinavà (NU) e in aree di proprietà comunale del monte Arci (Comune di Ales, OR). In tali zone si è provveduto alla delimitazione di aree di saggio permanenti. In ogni area sono stati effettuati rilievi geopedologici e sono stati procurati dati climatici e meteorologici al fine di definire un esauriente quadro delle caratteristiche ambientali. Si è provveduto poi ai rilevi vegetazionali. Per la caratterizzazione dei suoli sono state aperte trincee per lo studio dei profili e il prelievo dei campioni (attualmente in fase di analisi). Si è proceduto, inoltre alla valutazione della velocità di infiltrazione dell’acqua nel suolo (serie estiva e serie invernale) e della capacità idrica. I rilievi della vegetazione hanno riguardato sia gli aspetti quantitativi (misure dendrometriche e di biomassa totale, tramite il metodo del raccolto) sia gli aspetti di diversità floristica e strutturale tramite l’applicazione di appositi indici (indici di Shannon, numero di Hill e indice di Pretzsch). Le azioni di forestazione realizzate circa 30 anni fa, con pino radiata, si sono dimostrate efficaci nel promuovere l’instaurarsi di rinnovazione di specie arboree indigene; per contro nelle zone non iteressate da rimboschimento l’evoluzione della vegetazione sembra essere bloccata alle fasi di macchia o, nei casi peggiori, macchia-gariga. La fase evolutiva sembra essere particolarmente attiva nel caso in cui il soprassuolo principale, a causa di interventi di diradamento e/o di parziali danni da fuoco, risulta sufficientemente rado. Soprassuoli di circa 400 piante/ha presentano molta più rinnovazione di altri più densi (oltre 1000 piante/ha, rinnovazione assente) o più radi (circa 100 piante/ha, rinnovazione scarsa). Inoltre, in parcelle sperimentali per il confronto di provenienze di pino marittimo realizzate a Montes e Usinavà nel 1979 sono stati effettuati rilievi di caratteri dendrometrici e di biomassa relativi a 4 provenienze (Portogallo, Corsica, Sardegna, Toscana). I rilievi già effettuati permettono di caratterizzare la provenienza portoghese come quella con accrescimento più sostenuto.

 

ANALISI E RECUPERO DEI PROCESSI DEGRADATIVI POST-INCENDIO

La ricerca si propone di effettuare indagini sulla ricostituzione del bosco percorso dal fuoco in aree dell'ambiente mediterraneo caratterizzate da elevata frequenza ed intensità di incendio correlate al processo di desertificazione.
L'indagine è articolata in diverse fasi. Nel corso della prima fase la ricerca è stata finalizzata all'individuazione, nell'ambito delle Regioni studiate, delle formazioni vegetali di maggiore interesse per lo studio, sia per l'incidenza del fenomeno incendi sia per il rischio di desertificazione. E' stata eseguita un'analisi bibliografica volta ad approfondire la conoscenza dei processi di desertificazione, con particolare attenzione per gli aspetti legati all'erosione. Nei Paesi del Mediterraneo il processo di desertificazione è infatti strettamente correlato alla perdita fisica di suolo, causata dall'erosione idrica, ed alla conseguente perdita di elementi nutritivi. Il lavoro è stato impostato utilizzando come punto di partenza la Carta del rischio di erosione attuale e la Carta del rischio di erosione potenziale in Italia (Van der Knijff J.M., Jones R.J.A., Montanarella L., 1999; EUR 19022EN, JRC - Joint Research Center). E' stato pertanto possibile caratterizzare l'entità del fenomeno erosivo nelle due Regioni interessate dallo studio ed individuare le aree in cui è presente il maggiore rischio di erosione del suolo.
Per ciascuna Regione è stata svolta un'indagine approfondita sugli incendi boschivi. Per la Liguria sono stati analizzati gli incendi avvenuti tra il 1990 ed il 2000, mentre per la Sardegna la serie storica considerata comprende gli anni tra il 1996 ed il 2000. E' stata realizzata un'indagine preliminare sugli incendi boschivi a livello comunale, individuando per ogni comune l'incidenza degli incendi per le aree boscate, per le aree naturali e semi-naturali e per la totalità del territorio. Per la valutazione delle superfici territoriali utilizzate nel calcolo dell'incidenza, si è fatto riferimento per la Sardegna ai dati del CORINE Land Cover (CLC) Database e per la Liguria alla Carta Forestale. La classificazione della copertura del suolo è stata modificata in modo da ottenere 9 categorie uguali per entrambe le Regioni. I dati ottenuti dalle carte del rischio di erosione sono poi stati analizzati alla luce dei dati sugli incendi, in modo da verificare la presenza contestuale di problemi di erosione e di incendi boschivi. Per ogni comune è stato calcolato un valore medio del rischio attuale di erosione ed un valore medio del rischio potenziale di erosione, espressi in tonnellate di suolo perse per ettaro all'anno. Il rischio potenziale viene calcolato immaginando che sia presente il suolo nudo, quindi in assenza di vegetazione.E' stato pertanto possibile quantificare il rischio di erosione nel caso in cui la vegetazione presente venga eliminata dal passaggio del fuoco. E' stata quindi realizzata una classificazione ordinale delle aree soggette al rischio di erosione e caratterizzate da una forte incidenza di incendi boschivi.Tale classificazione è stata espressa sia in forma tabellare che cartografica.

 

MONITORAGGIO DEI SISTEMI DI ALBERATURE E FRANGIVENTO
Sono stati condotti test sperimentali per valutare la bontà operativa della procedura campionaria proposta basata sul metodo per intersezioni lineari ai fini della stima, da immagini telerilevate, della consistenza dei sistemi frangivento. Il dispositivo sperimentale ha previsto il posizionamento su ortofoto AIMA (scala nominale 1:10000), con modalità sistematiche e casuali per confronto, di campioni di unità inventariali di diversa numerosità al fine di verificare la relazione tra dimensione del campione ed errore di campionamento. A fini sperimentali, sono state previste unità inventariali costituite da singoli segmenti lineari e da loro combinazioni (a croce, ecc.). Lo standard procedurale è stato testato su due aree campione di estensione superiore ai 15000 ettari, ubicate rispettivamente nella pianura padana (Piemonte) e nell’agro pontino (Lazio). La sperimentazione operativa del metodo ha fornito risultati preliminari più che soddisfacenti.

Sono stati messi a punto i dispositivi sperimentali e raccolti i materiali documentali di base nelle varie aree di studio oggetto del progetto, di seguito sinteticamente descritti.
Costa ionica - Le analisi sui frangivento sono state condotte in territorio del Comune di Ginosa, prendendo in considerazione le colture agricole, erbacee ed arboree da frutto, protette dagli stessi dall'azione dei venti, di cui sono state definite la direzione e la velocità. Gli impianti, distinti per composizione specifica e per tipologia della coltura protetta, sono stati studiati nei riguardi dei principali parametri biometrici e sottoposti a monitoraggio, relativamente all'avifauna che li frequenta nel periodo estivo, autunnale ed invernale, al fine di verificare la diversa attrattiva anche nei riguardi della coltura agricola interessata. In particolare, si fa osservare come l'avifauna, classificata nei riguardi tassonomici, sia stata considerata anche per quanto attiene alla competizione nei riguardi delle colture agricole, prese in esame perciò che si riferisce ai caratteri fisico-chimici dei terreni ad esse destinati ed alle produzioni ottenute.
Provincia di Agrigento - Nell’ambiente siciliano le tradizionali opere di difesa dal vento si sono realizzate utilizzando barriere in muratura a secco che ormai rappresentano esse stesse elemento caratteristico del paesaggio. Nell’ambito territoriale considerato si è avuto anche un uso estensivo delle formazioni alberate lineari, sia con funzione frangivento che per ulteriori scopi. L'esame delle alberature e delle formazioni lineari fuori foresta è stata eseguita per i comuni di Menfi e Ribera, ricadenti in provincia di Agrigento. È stato possibile mappare, con una buona definizione, le aree di interesse, permettendo il confronto tra la situazione attuale, quella al 1996 e la situazione al 1987. Relativamente alla distribuzione spaziale nonché la loro effettiva consistenza. Tutta la cartografia tematica è stata elaborata con l'ausilio di un Sistema Informativo Territoriale.

 

back 
ultimo aggiornamento: 15-Set-2014
Unifi Home Page GESAAF

Inizio pagina